TikTok Marketing: meme, ASMR e challenge per i brand

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Con oltre 1,8 miliardi di utenti attivi, TikTok è diventato il principale trendsetter per i contenuti video.

Non è solo un social: è un luogo in cui nascono linguaggi, modi di dire, tormentoni, prodotti virali.

La sua forza sta in due elementi chiave:

  • un algoritmo capace di far esplodere contenuti anche da account piccoli;
  • un linguaggio fatto di ironia, spontaneità e format nativi.

Per i brand questo significa una cosa molto semplice:

ci sono opportunità uniche per raggiungere nuovi pubblici in modo autentico… a patto di parlare la lingua della piattaforma.


Perché TikTok è diverso dagli altri social

Su molti social ancora “vince” chi ha più follower.

Su TikTok, invece, il feed For You (Per Te) è guidato dall’algoritmo, non dalla dimensione dell’account.

Questo vuol dire che:

  • anche un brand appena arrivato può raggiungere decine o centinaia di migliaia di persone con il contenuto giusto;
  • la qualità percepita (idee, timing, formato) conta più del budget;
  • sperimentare è non solo possibile, ma quasi obbligatorio.

In questo scenario entrano in gioco alcuni format chiave che i brand possono usare in modo intelligente.


Meme Marketing: cavalcare i trend senza snaturarsi

meme sono il DNA di TikTok: suoni, overlay di testo, situazioni ricorrenti, format che vengono reinterpretati all’infinito.

Per i brand, il Meme Marketing significa:

  • agganciarsi a trend esistenti,
  • riadattarli al proprio messaggio,
  • inserire prodotto/servizio senza forzare.

Esempi di applicazione:

  • usare un audio virale per raccontare un “problema tipico” del cliente e come il brand lo risolve;
  • trasformare una situazione meme in una scena quotidiana legata al proprio settore;
  • ironizzare su cliché del mercato o del proprio ruolo (agenzie, professionisti, brand “seriosi”).

La regola d’oro:

il meme deve sembrare naturale, non un tentativo goffo di “fare i giovani”.

Meglio pochi meme ma ben centrati, che una sovrapproduzione fuori tono.


Video ASMR: quando l’esperienza è (quasi) tattile

video ASMR (suoni e immagini che stimolano una risposta sensoriale di piacere) funzionano molto bene su TikTok, soprattutto in alcuni settori:

  • beauty & skincare: texture di creme, sieri, applicazioni lente e rassicuranti;
  • food: tagli, impasti, croste croccanti, sfrigolii in padella;
  • design e packaging: unboxing, click, chiusure magnetiche, materiali particolari;
  • home & lifestyle: riordino, pulizia, set-up di ambienti.

L’obiettivo è creare una esperienza multisensoriale:

  • l’utente “sente” la qualità del prodotto ancora prima di provarlo,
  • il brand comunica cura, dettaglio, piacere d’uso.

Perfetto per:

  • lanciare nuovi prodotti,
  • rafforzare la percezione di qualità,
  • differenziarsi da contenuti puramente informativi.

Challenge brandizzate: trasformare gli utenti in co-creatori

Le challenge sono una delle forme più potenti di engagement su TikTok:

  • una sfida chiara (fare qualcosa, mostrare qualcosa, raccontare qualcosa),
  • un hashtag dedicato,
  • spesso un audio specifico creato o scelto dal brand.

Una challenge ben progettata permette di:

  • trasformare gli utenti in contenuto (UGC – user generated content),
  • creare una “ondata” di video collegati al brand,
  • far sì che il messaggio venga reinterpretato in modo creativo dalla community.

Per funzionare, una challenge deve essere:

  • semplice da replicare,
  • collegata a un’emozione (divertimento, orgoglio, identificazione),
  • coerente con il prodotto o il valore del brand.

Non serve la coreografia complicata: spesso vincono le idee più immediate e quotidiane.


#TikTokMadeMeBuyIt: la corsia veloce per i prodotti virali

L’hashtag #TikTokMadeMeBuyIt è diventato una vera e propria vetrina globale per i prodotti che esplodono grazie alla piattaforma.

Qui finiscono:

  • oggetti “strani ma geniali”,
  • prodotti beauty con risultati sorprendenti,
  • gadget utili (o anche solo molto soddisfacenti da usare),
  • soluzioni pratiche per la casa, l’ufficio, la vita quotidiana.

Per i brand significa:

  • che un singolo video ben riuscito può innescare una scia di contenuti spontanei,
  • che le review e le testimonianze in stile TikTok valgono quanto (se non più di) una campagna tradizionale,
  • che è fondamentale facilitare il passaggio: vedere → desiderare → acquistare (link chiari, e-commerce pronto, disponibilità reale).

Ironia e autenticità: le vere valute di TikTok

Su TikTok, i brand che funzionano meglio sono quelli che:

  • non si prendono troppo sul serio,
  • sanno ridere di sé, dei propri difetti, dei dietro le quinte,
  • mostrano persone reali, situazioni reali, momenti anche un po’ imperfetti.

Questo non significa:

  • abbassare il livello della propria realtà,
  • rinunciare alla competenza,
  • trasformarsi in clown pur di fare views.

Significa:

  • saper informare in modo leggero,
  • sperimentare format nativi (duet, stitch, POV, “day in the life”…),
  • accettare che su TikTok la comunicazione è più vicina a una conversazione che a uno spot.

In molti casi, il video che funziona è quello che mostra:

  • il “dietro le quinte” di un’azienda,
  • l’errore, l’imprevisto, la risata,
  • la persona dietro al ruolo.

Come dovrebbe muoversi un brand su TikTok

In sintesi, per usare TikTok in modo efficace un brand dovrebbe:

  • ascoltare: osservare trend, linguaggi, meme, prima di pubblicare;
  • testare: meglio 10 contenuti diversi e autentici che un unico “spot perfetto” fuori contesto;
  • accettare l’imperfezione: girato anche da smartphone, ma con idee forti;
  • mixare format: meme, ASMR, challenge, contenuti informativi, storie;
  • misurare e adattare: capire cosa funziona, per chi, in che momento.

TikTok non è un posto dove replicare semplicemente ciò che già si fa su altri canali.

È un laboratorio creativo dove ironia e autenticità diventano strumenti di marketing potentissimi.

Per i brand che hanno il coraggio di sperimentare, può essere uno dei canali più efficaci per:

  • costruire awareness,
  • generare community,
  • spingere considerazione e vendite in modi nuovi.

E tutto parte da una domanda semplice:

“Siamo pronti a smettere di prenderci troppo sul serio, pur continuando a comunicare valore?”

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